servizio!

 

 FORZA   ITALIA  - COGOLETO

L'era della post-famiglia

È morta la maternità, il legame che dà inizio alla vita e alla storia umana.

A decretarne la fine è stata la magistratura.

È morta la mamma. Anzi la maternità, il legame che dà inizio alla vita e alla storia umana.

A decretarne la fine è la sentenza della Corte d'appello di Trento riconoscendo la paternità di due bambini a una coppia di uomini che hanno avuto (cioè comprato) negli Usa due bambini con la pratica dell'utero in affitto.

 

RECORD di BANDIERE BLU

             in LIGURIA  ben 27

 

La Liguria batte tutte le Regioni italiane: abbiamo il mare e le spiagge più belle. Una bella soddisfazione per il governatore TOTI e l’assessore Giampedrone!

 

 

   18 aprile1948- 18 aprile 2018

 

Sono passati 70 anni  dalle  prime  elezioni  democratiche,  da  quel  18  aprile  1948   data fondamentale per la storia del nostro Paese.

Vogliamo ricordare  e ringraziare  quegli uomini e quelle donne che seppero ben votare scegliendo la libertà, spinti dalla volontà di  riconquistare la voglia  di esprimersi e di contare.

     

        Votare Democrazia Cristiana  significò allora

          per gli Italiani, usciti  dai lutti della guerra,

 

-liquidare la tragica esperienza del ventennio fascista

-aprirsi alla ricostruzione fisica e morale

-dare un nuovo volto alla democrazia.                  

 

 

GIAMPAOLO PANSA

Uccidete il comandante bianco

Rizzoli 2018

Il libro è sottotitolato”Un mistero nella Resistenza” e tale purtroppo rimane perché anche l’ultimo libro di Pansa non fa luce sulla morte del partigiano cattolico Aldo Gastaldi detto Bisagno che operò sulle montagne liguri dal 1943 al 1945

LEGGI

 

, Travaglio se ne intende di zerbini

Francesco Maria Del Vigo - Gio, 30/11/2017 - 08:26

 

                                  Chi di travagliate ferisce di travagliate perisce. Il direttore del Fatto quotidiano, ieri, dalla sua cattedra di maestro planetario di giornalismo con la schiena dritta, ha sbertucciato Fabio Fazio per la sua intervista al Cavaliere: processato senza appello per non aver rivolto a Berlusconi domande sufficientemente ficcanti.Chi di travagliate ferisce di travagliate perisce. Il direttore del Fatto quotidiano, ieri, dalla sua cattedra di maestro planetario di giornalismo con la schiena dritta, ha sbertucciato Fabio Fazio per la sua intervista al Cavaliere: processato senza appello per non aver rivolto a Berlusconi domande sufficientemente ficcanti.

Cioè le sue, quelle che lo stesso Travaglio si era peritato di suggerire a Fazio in un editoriale. Però c'è un però. Ed è anche di un certo peso. Innanzitutto fa tenerezza che Travaglio scopra solo ora e con questa foga grazie all'apparizione di Berlusconi a Che tempo che fa - che Fazio non è esattamente un Rottweiler. Ma soprattutto dimentica quando le stesse accuse che ora lui rivolge al conduttore di Raiuno, piovevano sulla sua testa.

Correva l'anno 2012 e il Fatto aveva appena iniziato la liaison con i 5 Stelle. L'allora vicedirettore si scomoda personalmente per intervistare Beppe Grillo. È un incrocio di amorosi sensi. La schiena drittissima inizia a inarcarsi in un principio di umana scoliosi. Si annusano e si piacciono. E lo si capisce dalla prima riga. Trentotto domande-non-domande che scatenano la bufera tra i lettori. Nessun quesito scomodo, una chiacchierata tra amici. I commentatori del sito sono spietati: «Intervista genuflessa», «pura agiografia». E poi via con tutto il Pantheon di presunti insulti che covano nella pancia dell'antipolitica: «Sei peggio di Bruno Vespa e Feltri», «come si fa a intervistare una persona senza fargli una domanda?». Il mondo dei media gongola. Filippo Facci va giù di sciabola: «Travaglio zerbino di Grillo». E persino Beppe Severgnini lo bacchetta: «Mi aspettavo un'intervista più grintosa...». Pure sull'Unità si chiedono se a fare l'intervista sia stato Travaglio o il conduttore di Porta a Porta. Sa tutto di già sentito e già visto. Vi ricordano qualcosa questi commenti? Toh, è esattamente quello che Travaglio rimprovera a Fazio. Stesse parole. Stessa puzza sotto il naso. Persino gli stessi termini di paragone. Ma Travaglio pare essersene dimenticato. E forse ha anche scordato che l'ultima volta in cui si è trovato faccia a faccia con Berlusconi, nell'arena dell'amico Santoro, è finito a farsi spazzolare la seggiola dal Cavaliere. Quasi quasi è andata meglio a Fazio.

Rivoluzione russa del 7 novembre 1917

Se il PD rimpiange la rivoluzione d'ottobre*.

Sfregio al Senato: il dem Marco Tronti ha così tanta nostalgia della Rivoluzione bolscevica da ricordarla ieri in Aula

Luigi Mascheroni - Mer, 25/10/2017 – Il Giornale

Hai voglia a dire che la Sinistra di oggi è «un'altra cosa» rispetto al più nostalgico comunismo.

Mentre il Politburo del Partito democratico si affanna in cambiamenti di direzione, rottamazioni, superamenti al centro - svolte blariane, svolte renziane, svolte macroniane - i vecchi compagni di lotta e di protesta non ce la fanno a non guardare indietro. A volte gli sembra di risentire l'Inno nazionale della gloriosa Unione sovietica cantato dal coro dell'Armata rossa. Le camicie bianche dei giovani leader e le divise rosse dei bolscevichi di ritorno.

Ieri, tra gli scranni democratici del Senato della Repubblica, il compagno Mario Tronti - militante di ferro del Pci, fondatore dell'operaismo teorico, autore d'un influentissimo Operai e capitale, una sorta di Manifesto di Marx ai tempi del Sessantotto, e oggi nostalgico senatore del Pd - ha gloriosamente esaltato i cento anni dalla Rivoluzione d'ottobre. Neppure a Mosca, in questi giorni, festeggiano il centenario. Commemorazioni sì, celebrazioni no. Eppure Mario Tronti ha preso la parola e - pur in termini di alta cultura e sapienza - sconcertando più di un collega, visibilmente emozionato ha inneggiato alla Rivoluzione di ottobre come «rivendicazione della pace, del pane e della terra», «una rivoluzione accerchiata e combattuta», accennando minimamente ai crimini commessi dai soviet e

rivendicando «il valore liberatorio di quell'atto rivoluzionario».

Definendosi, con orgoglio, «figlio di quella Storia». Fiero dei cento milioni di morti del comunismo nato dalla rivoluzione. Il 1917 fu l'anno che mise fine a un impero secolare, generò una rivoluzione, inaugurò l'era del comunismo, cambiò - e non così in meglio come vogliono illudersi i compagni leninisti - il mondo intero. Le rivoluzioni, e quella rivoluzione in particolare, portano violenze, deviazioni, errori e crimini commessi nel nome di idee sbandierate sempre come superiori agli uomini. «I figli di quella rivoluzione sono gli sterminatori alla Pol Pot», ha fatto notare un esponente del centrodestra, forse semplificando, forse centrando la provocazione. Certo è che - di fronte alle date di nascita delle grandi ideologie del Novecento, foriere di speranze e generatrici di orrori - il ricordo è una cosa legittima. I festeggiamenti fuori luogo. Soprattutto nell'Aula più alta della democrazia. L'anniversario è lungo. Seguirà dibattito (dentro il Pd).

* E’ detta rivoluzione di ottobre perché in Russia vigeva allora il calendario giuliano , non quello gregoriano .A questo proposito leggete la scheda delle isole Solovki in “abbiamo letto”.

 

Bambini o  giardini?

 

Nella manovra economica di prossima appovazione da una parte si elimina il bonus per i neonati  dall’altra  si alleggeriscono le tasse sui giardini: forse i dem vogliono  piantare”a gratis” una rosa(tellum)?

4-11-17

 

Sarà la volta...buona?

 

                  L’assessore regionale all’Ambiente Giampedrone, annunciando l’arrivo di 14,8 milioni per la Stoppani, ha detto ”Finalmente concluderemo i lavori per rendere l’area davvero sicura”.

Gli incontri e il confronto continuo con il Ministero dell’ambiente iniziati due anni fa hanno portato  ad una conclusione  positiva  per Cogoleto, che da anni soffre  per la presenza del cromo esavalente.

Questi nuovi e cospicui finanziamenti verranno gestiti dalla Regione Liguria e serviranno fra l’altro per  la demolizione di tutte le strutture ancora presenti e lo smaltimento dei rifiuti contenenti cromo.

L’odissea della Stoppani sarà veramente finita?

 

Ancora ….. COLOMBO

 

Ho inviato la lettera su Colombo, che il nostro sito ha riportato, al senatore Cassinelli che mi ha riposto dicendo di condividere pienamente quanto scritto, perché la considera una battaglia comune. Non solo, ma mi ha informata di aver presentato in  Senato un o.d.g  per invitare il Governo a prendere posizione contro  la contestazione  a Colombo in America.

Cosa che il Governo ha fatto .

Su Primo Canale  c’è stata una bella trasmissione  su “Colombo contestato”  con la partecipazione della professoressa universitaria Airaldi che ha difeso il grande navigatore : una sua  definizione mi ha molto colpito Colui che ha unito Europa e America.

E’ intervenuto anche il senatore Cassinelli che ha illustrato il suo intervento in Senato e la risposta positiva del Governo

A Cogoleto….niente! Non mi risulta che il Sindaco abbia  preso qualche iniziativa in proposito.

M.Elena Dagnino

 

Signor   Sindaco di Cogoleto

 

Come concittadina di Cristoforo Colombo sono indignata per il trattamento inqualificabile che viene attuato in America contro le statue del grande navigatore accusato addirittura di genocidio.

La sua impresa cambiò la storia non solo dell’Europa ma del mondo  intero.

Fu l’ avvenimento che segnò  l’inizio della storia moderna e permise l’inserimento del continente americano nelle carte geografiche di tutto il mondo.

Occorreva un incredibile coraggio e una straordinaria conoscenza del mare per affrontare un viaggio verso  l’ignoto  quale fu quello di Colombo  del 1492.

E’ vero,  dopo si calarono nelle Americhe i conquistadores e non solo , alla ricerca di potere e ricchezza, commettendo soprusi e misfatti, ma  perché darne la colpa a Colombo che invece morì

povero e quasi dimenticato?

Verrà cancellato anche il Columbus day, che risale al 12 ottobre del 1792?

Quanti in America , sventolando bandiere con la svastica, deturpano le statue di Colombo  non conoscono la storia: lo sanno che la svastica impressa sulle loro bandiere è stato il simbolo  del nazifascismo contro cui tante giovani vite di soldati americani furono stroncate?

Il presidente Trump, di cui giudico alcune decisioni discutibili e inopportune ma che  tuttavia rispetto in quanto  è stato democraticamente eletto, non ha impedito con la dovuta fermezza certi episodi di razzismo, che possono anche essere determinati , ma non giustificati, dalla globalizzazione non sufficientemente governata e che ha indebolito molte identità: il riappropriarsi  della propria identità è per molti popoli un motivo di riconquista che però non può cancellare la Storia.

 

Cogoleto, 27/8/2017

                                                       Maria Elena Dagnino

 

 

Da un articolo di fondo del GIORNALE

I MALI DELLA GIUSTIZIA

TRA INGROIA E DELL'UTRI TUTTA LA VITA IL SECONDO 

                                 di Alessandro Sallusti

La Corte costituzionale nei giorni scorsi ha annullato gli effetti della condanna a dieci anni inflitta nel 2007 a Bruno Contrada, super poliziotto siciliano negli anni Ottanta e Novanta, per concorso esterno in associazione mafiosa. Contrada, come del resto Marcello Dell'Utri (che sta scontando in

carcere una condanna a sette anni con la stessa accusa) fu condannato per un reato che non esisteva all'epoca dei fatti contestati. Tanto che il Tribunale europeo per i Diritti dell'uomo aveva già condannato l'Italia a risarcire a Contrada i danni materiali e morali. Eppure c'è ancora chi si accanisce contro questo leale servitore dllo Stato, vecchio e malato, e contro Dell'Utri, con una ferocia ossessiva e vigliacca. Non bastano le condanne risultate poi infondate, gli anni passati ingiustamente in carcere (DeU'Utri è ancora dentro), le malattie e le umiliazioni. I due, Contrada e Dell'Utri, devono morire e forse neppure allora si placherà il  vilipendio.

Fa effetto vedere in queste ore un uomo che è stato magistrato, l'ex pm Antonio Ingroia, e i suoi amici del Fatto Quotidiano che lo ospitano, vomitare bile contro questi due anziani e inermi signori su cui in carriera si accanì con i risultati che oggi sappiamo (non poteva farlo, lo dice la Cassazione). Fa paura pensare che la giustizia è stata - in alcuni casi lo è ancora - in mano a uomini capaci di tanta violenza verbale gratuita Parlano, e scrivono, con la bava alla bocca, frustrati dai lóro fallimenti.

E chi sarà mai questo Ingroia? Uno rimosso dalla procura di Palermo per incompatibilità, uno che per vendetta, e senza dimettersi, si è poi candidato alle elezioni, fondando addirittura un partito, contro le persone che aveva inutilmente indagato. Uno che sconfitto anche in quel campo ha elemosinato alla politica un posto pubblico lautamente retribuito ed è stato a sua volta indagato per peculato, cioè per aver taroccato le note spese.

Segnalate link non funzionanti : webmaster@pdlcogoleto.it                                                                                                                                                                                                    webmaster duebi

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       sito ufficiale del Popolo della Libertà di Cogoleto coordinatori comunali dott.Maurizio Scaiola e dott. Giovanni Siri, è stato presentato ai cittadini il "Progetto Ponente" alla presenza del candidato alla Presidenza della Regione Liguria on.Sandro Biasotti

Casella di testo: FORZA ITALIA COGOLETO

Coordinatore comunale  dott. Giovanni Siri

Vicecoordinatore             rag. Edmondo Alessandri    

SITO UFFICIALE