Farà ancora  indigestione di tartufi Grillo come nel 2014, per cui dovette disertare un comizio sul disagio sociale e la povertà? Ma certo, specie ora che nella  MANOVRA l’iva sui tartufi è  stata dimezzata.

 

Pensieri di ...fine anno!

 

Ecco un’ affermazione di Milton Friedman, economista USA morto nel 2006, premio Nobel per l’economia, consigliere di Ronald Reagan:

“Se tu paghi la gente che non lavora e la tassi quando lavora, non puoi essere sorpreso se aumenta la disoccupazione”.

La conosceranno quanti hanno approvato il reddito di cittadinanza?

BUON ANNO !!!

 

Pensieri natalizi.

 

A pensar male si fa peccato? Sì, lo ha fatto(peccato) Travaglio, che  Veneziani chiama “livori in corso”, quando accusa Berlusconi in base alle frasi riportate dal pentito Brusca nel 1995(!) :che il governo giallo-verde stia per cadere e Berlusconi si riaffacci al potere? Questo attacco così feroce verso il capo di Forza Italia da farne il titolo di apertura del Fatto di oggi(16-12-2018) fa supporre di sì!

 

E’ un nonsense italiano processare

chi si difende

Alessandro Meluzzi - Il Giornale 19/10/2018

 

Il diritto a difendersi è radicato nelle parti più basilari del Diritto Naturale. Ancora prima della nascita degli Stati di diritto e delle leggi positive, la legittima possibilità di difendere la propria salute, la propria integrità, il proprio corpo, la propria famiglia, i propri beni e il proprio territorio è connaturata all'uomo. Pensare, quindi, che non sia del tutto normale che una persona aggredita nella propria casa possa difendersi con gli strumenti - anche le armi - a sua disposizione è un arbitrio del cosiddetto Stato di diritto. Pensare, infatti, che debba essere negata la possibilità di proteggere se stessi o la propria famiglia corrisponde ad un'idea totalmente distorta della giustizia. Esiste, a mio giudizio, una condizione di assoluta non punibilità per chiunque si difenda. Chi, durante il sonno o in condizioni di sorpresa, vedesse accanto a sé in casa uno sconosciuto, si trattasse anche di Babbo Natale sceso dalla canna del camino, non dovrebbe essere sanzionato, anche qualora si difendesse con un'arma da fuoco o un corpo contundente. La condizione di allarme e difesa adrenalinica - anche rispetto a quella che è un'estensione del proprio corpo: la casa - priva del dolo qualunque reazione. Il concetto di proporzionalità è aberrante: come stabilire una proporzionalità razionale tra attacco e difesa? Chi potrebbe scriminare in maniera analitica qual è una reazione proporzionale all'attacco? Ricordiamo il diritto romano: Agressus non tenet in manu stateram. Il diritto alla difesa è una condizione del tutto fisiologica, legata alle basi del diritto naturale e l'ingiustizia di un processo, come diceva il grande giurista Mortati, è un'ulteriore aberrazione giuridica. Per non parlare, poi, delle cause di risarcimento per coloro che, illecitamente introdottisi all'interno di una casa, pretendono di essere risarciti per i danni ricevuti, dopo essersi oggettivamente esposti essi stessi ad un rischio del quale avrebbero dovuto essere quantomeno consapevoli: un non senso, esattamente come processare chi si è difeso.

 

L'ultima follia degli intellettuali chic: "Muoia un bimbo così cade il governo"

http://www.ilgiornale.it/autore/luigi-mascheroni.html - Ven, 15/06/2018 -Il  Giornale

 

E questa sarebbe la meglio intellighenzia? Questa sarebbe la bella sinistra che pensa bene e vive meglio? Sono questi gli scrittori, gli artisti, i cantanti che si merita un'Italia già disgraziata di suo? Nel giro di due giorni il caso immigrazione e il giro di vite di Matteo Salvini coi suoi grillini al guinzaglio ha fatto trasudare l'odio bilioso e schifoso dei pagliacci travestiti da intellettuali

Sempre pronti a usare i loro romanzetti da quattro soldi, i loro premiolini prezzolati, le loro canzonette da quattro note come schermo e impunità per la loro disgustosa violenza verbale e mentale. Rossana Casale ha postato su Facebook: «Prendete i figli di Salvini e metteteli a bordo dell'Aquarius. Ora». Sandro Veronesi, con tutti i suoi premi alla spocchia in bacheca - che gli venissero revocati stasera stessa per indegnità morale - ha scritto su Twitter: «Io che non credo prego tutti i credenti affinché preghino che Matteo Salvini col rosario in tasca venga maledetto da Dio onnipotente e trasformato in serpe». E ieri pomeriggio Edoardo Albinati, il beneducato Albinati, il premio Strega Albinati, il signorino Albinati he frequentava il cattolissimo San Leone Magno, lo scrittorino Albinati che ci fa le sue lezioncine di bontà fasulla ai festival in giro per l'Italia, ha evacuato su Twitter: «Ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, voglio vedere che cosa succede del nostro governo». No. Siamo noi che vediamo, e bene, cosa sta succedendo negli astiosi, luridi, lisi salotti culturali della peggior sinistra che abbia avuto l'Italia negli ultimi cento anni. Una sinistra idrofoba che non è più solo allo sbando, smarrita, incattivita, senza identità. È senza vergogna e senza morale. Non parla, latra. Non pensa, disprezza. Non scrive nemmeno più. Vomita e basta. Pensando che lo sporco sia sempre quello che lasciano gli altri. Lumache, che si credono cigni.

 

La Resistenza in salsa gay

 

Al Roma-pride sono stati invitati  i partigiani  che hanno aderito  con figure “mitologiche” come dice Stefano Zurlo nel fondo del Giornale  di sabato 7 giugno, fra balli e  canti, sberleffi e sghignazzi  in un rituale stanco e sbiadito. Fa pena vedere  come la Resistenza, un capitolo glorioso della nostra storia , trasformi i propri valori in una marmellata dolciastra,  riduca una tragedia in una farsa, banalizzi  la propria memoria aderendo ad un baraccone  chiassoso e sboccato.

 

 

FINALMENTE  !!!!!!!!!!!!

 

Il Consiglio Metropolitano  di  Genova  di cui Cogoleto fa parte, presieduto dal sindaco di Genova Marco Bucci ha approvato la conclusione dei lavori per il depuratore intercomunale Cogoleto-Arenzano, stanziando euro 3.327.447,13.

L’odissea del depuratore, iniziata nel lontano 2003 e fermo dal 2014,  speriamo si concluda al più presto: siamo gli unici Comuni  tra Genova e Savona  che non beneficiano di questo fondamentale servizio!

 

 FORZA   ITALIA  - COGOLETO

L'era della post-famiglia

È morta la maternità, il legame che dà inizio alla vita e alla storia umana.

A decretarne la fine è stata la magistratura.

È morta la mamma. Anzi la maternità, il legame che dà inizio alla vita e alla storia umana.

A decretarne la fine è la sentenza della Corte d'appello di Trento riconoscendo la paternità di due bambini a una coppia di uomini che hanno avuto (cioè comprato) negli Usa due bambini con la pratica dell'utero in affitto.

 

RECORD di BANDIERE BLU

             in LIGURIA  ben 27

 

La Liguria batte tutte le Regioni italiane: abbiamo il mare e le spiagge più belle. Una bella soddisfazione per il governatore TOTI e l’assessore Giampedrone!

 

 

   18 aprile1948- 18 aprile 2018

 

Sono passati 70 anni  dalle  prime  elezioni  democratiche,  da  quel  18  aprile  1948   data fondamentale per la storia del nostro Paese.

Vogliamo ricordare  e ringraziare  quegli uomini e quelle donne che seppero ben votare scegliendo la libertà, spinti dalla volontà di  riconquistare la voglia  di esprimersi e di contare.

     

        Votare Democrazia Cristiana  significò allora

          per gli Italiani, usciti  dai lutti della guerra,

 

-liquidare la tragica esperienza del ventennio fascista

-aprirsi alla ricostruzione fisica e morale

-dare un nuovo volto alla democrazia.                  

 

 

GIAMPAOLO PANSA

Uccidete il comandante bianco

Rizzoli 2018

Il libro è sottotitolato”Un mistero nella Resistenza” e tale purtroppo rimane perché anche l’ultimo libro di Pansa non fa luce sulla morte del partigiano cattolico Aldo Gastaldi detto Bisagno che operò sulle montagne liguri dal 1943 al 1945

LEGGI

 

, Travaglio se ne intende di zerbini

Francesco Maria Del Vigo - Gio, 30/11/2017 - 08:26

 

                                  Chi di travagliate ferisce di travagliate perisce. Il direttore del Fatto quotidiano, ieri, dalla sua cattedra di maestro planetario di giornalismo con la schiena dritta, ha sbertucciato Fabio Fazio per la sua intervista al Cavaliere: processato senza appello per non aver rivolto a Berlusconi domande sufficientemente ficcanti.Chi di travagliate ferisce di travagliate perisce. Il direttore del Fatto quotidiano, ieri, dalla sua cattedra di maestro planetario di giornalismo con la schiena dritta, ha sbertucciato Fabio Fazio per la sua intervista al Cavaliere: processato senza appello per non aver rivolto a Berlusconi domande sufficientemente ficcanti.

Cioè le sue, quelle che lo stesso Travaglio si era peritato di suggerire a Fazio in un editoriale. Però c'è un però. Ed è anche di un certo peso. Innanzitutto fa tenerezza che Travaglio scopra solo ora e con questa foga grazie all'apparizione di Berlusconi a Che tempo che fa - che Fazio non è esattamente un Rottweiler. Ma soprattutto dimentica quando le stesse accuse che ora lui rivolge al conduttore di Raiuno, piovevano sulla sua testa.

Correva l'anno 2012 e il Fatto aveva appena iniziato la liaison con i 5 Stelle. L'allora vicedirettore si scomoda personalmente per intervistare Beppe Grillo. È un incrocio di amorosi sensi. La schiena drittissima inizia a inarcarsi in un principio di umana scoliosi. Si annusano e si piacciono. E lo si capisce dalla prima riga. Trentotto domande-non-domande che scatenano la bufera tra i lettori. Nessun quesito scomodo, una chiacchierata tra amici. I commentatori del sito sono spietati: «Intervista genuflessa», «pura agiografia». E poi via con tutto il Pantheon di presunti insulti che covano nella pancia dell'antipolitica: «Sei peggio di Bruno Vespa e Feltri», «come si fa a intervistare una persona senza fargli una domanda?». Il mondo dei media gongola. Filippo Facci va giù di sciabola: «Travaglio zerbino di Grillo». E persino Beppe Severgnini lo bacchetta: «Mi aspettavo un'intervista più grintosa...». Pure sull'Unità si chiedono se a fare l'intervista sia stato Travaglio o il conduttore di Porta a Porta. Sa tutto di già sentito e già visto. Vi ricordano qualcosa questi commenti? Toh, è esattamente quello che Travaglio rimprovera a Fazio. Stesse parole. Stessa puzza sotto il naso. Persino gli stessi termini di paragone. Ma Travaglio pare essersene dimenticato. E forse ha anche scordato che l'ultima volta in cui si è trovato faccia a faccia con Berlusconi, nell'arena dell'amico Santoro, è finito a farsi spazzolare la seggiola dal Cavaliere. Quasi quasi è andata meglio a Fazio.

Rivoluzione russa del 7 novembre 1917

Se il PD rimpiange la rivoluzione d'ottobre*.

Sfregio al Senato: il dem Marco Tronti ha così tanta nostalgia della Rivoluzione bolscevica da ricordarla ieri in Aula

Luigi Mascheroni - Mer, 25/10/2017 – Il Giornale

Hai voglia a dire che la Sinistra di oggi è «un'altra cosa» rispetto al più nostalgico comunismo.

Mentre il Politburo del Partito democratico si affanna in cambiamenti di direzione, rottamazioni, superamenti al centro - svolte blariane, svolte renziane, svolte macroniane - i vecchi compagni di lotta e di protesta non ce la fanno a non guardare indietro. A volte gli sembra di risentire l'Inno nazionale della gloriosa Unione sovietica cantato dal coro dell'Armata rossa. Le camicie bianche dei giovani leader e le divise rosse dei bolscevichi di ritorno.

Ieri, tra gli scranni democratici del Senato della Repubblica, il compagno Mario Tronti - militante di ferro del Pci, fondatore dell'operaismo teorico, autore d'un influentissimo Operai e capitale, una sorta di Manifesto di Marx ai tempi del Sessantotto, e oggi nostalgico senatore del Pd - ha gloriosamente esaltato i cento anni dalla Rivoluzione d'ottobre. Neppure a Mosca, in questi giorni, festeggiano il centenario. Commemorazioni sì, celebrazioni no. Eppure Mario Tronti ha preso la parola e - pur in termini di alta cultura e sapienza - sconcertando più di un collega, visibilmente emozionato ha inneggiato alla Rivoluzione di ottobre come «rivendicazione della pace, del pane e della terra», «una rivoluzione accerchiata e combattuta», accennando minimamente ai crimini commessi dai soviet e rivendicando «il valore liberatorio di quell'atto rivoluzionario».

Definendosi, con orgoglio, «figlio di quella Storia». Fiero dei cento milioni di morti del comunismo nato dalla rivoluzione. Il 1917 fu l'anno che mise fine a un impero secolare, generò una rivoluzione, inaugurò l'era del comunismo, cambiò

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       sito ufficiale del Popolo della Libertà di Cogoleto coordinatori comunali dott.Maurizio Scaiola e dott. Giovanni Siri, è stato presentato ai cittadini il "Progetto Ponente" alla presenza del candidato alla Presidenza della Regione Liguria on.Sandro Biasotti

Casella di testo: FORZA ITALIA COGOLETO

Coordinatore comunale  dott. Giovanni Siri

Vicecoordinatore             rag. Edmondo Alessandri    

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