Casella di testo: ALDO   CAZZULLO
VIVA  L' ITALIA !
Mondadori  ottobre 2010






Cazzullo, vicedirettore del Corriere della sera ,è un giornalista  equilibrato, mai fazioso, sempre sorridente, che nei dibattiti in t.v. sa mantenere un certo distacco, insomma una persona di buon senso, per cui ho letto il suo libro... che però mi ha un po' deluso perché l'ho trovato abbastanza sbrigativo , quasi una risposta ai libri di Pansa sul sangue dei vinti.
Lamenta l'oblio su chi ha combattuto  e ha dato la vita per la patria, ma soprattutto che la storia  e del Risorgimento e della Resistenza sono  poco conosciute  e questo è vero, ma quando afferma-per esempio- che  non è vero che tutti gli italiani furono fascisti,  non dice la verità: ci furono gli anni del consenso  a Mussolini -si veda Renzo De Felice-, certamente fino a che non condusse l'Italia in guerra.
Secondo Cazzullo"gli italiani non si vergognano del fascismo...non avvertono minimamente la responsabilità storica  di aver germinato un movimento politico che funestò mezza Europa e provocò il genocidio degli ebrei". Furono molti di più gli italiani che "andarono a Salò rispetto a coloro che salirono in montagna". Certamente eravamo un paese di contadini e di analfabeti, senza televisione e chi poteva non schierarsi, senza temere rappresaglie, lo fece.
La Resistenza fu per Cazzullo  storia di popolo, rinascita della patria,un secondo Risorgimento: purtoppo-dico io- della Resistenza si impadronì il Partico Comunista  che ne fece una cosa di  sinistra, rifiutata ancora oggi da molti italiani.
Ricordo un  sondaggio fatto dal telegiornale della Sette alla vigilia del 25 aprile 2009, dove più dell'80% dei telespettatori rispose che il 25 aprile non era festa di tutti!
Certamente  chi aderì alla Resistenza  con spirito libero , senza doppi fini, mantenne viva "la fiammella della libertà  nella notte della dittatura e della guerra":  l'autore cita molti martiri sia del Risorgimento che della Resistenza, nomi spesso perduti, dimenticati, caduti nell'oblio.
Entrambi  furono opera di una minoranza? Ma , si risponde l'autore, furono sempre le minoranze  a"imprimere svolte alla storia, a guidare le rivoluzioni".
La Resistenza è considerata "cosa di sinistra", mentre il Risorgimento "cosa di liberali":l'autore cerca di sfatare queste  affermazioni e se dopo il ventennio fascista, parlare di patria era quasi blasfemo , oggi il sentimento di patria è più vivo e "Viva l'Italia" non è fuori moda, anche perché il concetto di Italia  è molto più antico dei suoi 150 anni: "nasce nei versi di Dante, nella  pittura di Pier della Francesca e di Tiziano". Ed è diventata una nazione  "grazie ad eroi spesso dimenticati".
Critica severamente la Lega  per la secessione, per la politica legata al campanile, al clan, alle fazioni:la Lega "è la risposta sbagliata contro uno stato oppressivo, centralista, inefficiente", essa interpreta "le paure autentiche e legittime degli italiani,rinfocola le insofferenze " ma là dove ha preso il potere spesso  lo esercita "in modo familista".
Secondo Cazzullo le Regioni sono una "sovrastruttura":la vera identità degli italiani è legata al campanile , al comune, alla città, alle piccole patrie, che rifiutano la globalizzazione e l'immigrazione, piccole patrie Casella di testo: poco scolarizzate,in cui la crescita economica "non è stata seguita  da un' analoga crescita culturale".
Insomma  teme  il federalismo che  provocherebbe "una frammentazione  del paese" ma auspica  un "partito della nazione" che proponga un federalismo solidale e promuova  la riconciliazione degli italiani dopo due decenni di contrapposizione  tra berlusconiani e antiberlusconiani".
Dopo un'anali abbastanza spietata della lega e degli italiani per i quali tuttavia prova sentimenti contrastanti, la conclusione non è poi così pessimista perché gli italiani-è vero- sono opportunisti "fino alla cialtroneria" però nei momenti drammatici trovano dentro di sé"energia e nobiltà inaspettate", per cui "Viva l'Italia" ...può diventare un'espressione seria!



Aldo Cazzullo(Alba 1966) è giornalista : dopo 15 anni alla Stampa , è entrato al Corriere dove è vicedirettore.Ha seguito  le elezioni di Bush,Obama, Zapatero, Erdogan,Sarkozy, Cameron. Ha scritto molti libri fra cui Il caso Sofri, Il testamento di un anticomunista, I grandi vecchi,Outelet Italia, L'Italia de noantri".

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